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IL BELLO DEL SELVATICO LA SELVAGGINA AL CENTRO DELLA TAVOLA… E NON SOLO

Lo scorso 3 e 4 febbraio abbiamo aperto le porte de La Subida a chef, tecnici e professionisti del settore, ma anche filosofi e giornalisti, per discutere assieme una tematica dalle molteplici sfumature e che da sempre sta a cuore a tutti noi: la selvaggina.

 ‘Il Bello del Selvatico è stata una due giorni di confronto dedicato al tema, ma non sono mancati momenti di convivialità e gustosi assaggi…
Insieme ad amici e colleghi del mondo della ristorazione e di mondi vicini, abbiamo avuto modo di confrontarci e riflettere, sia sul piano pratico che teorico, sull’uso e consumo di questa carne, dalle proprietà nutrizionali uniche.

Qui condividiamo alcuni dei momenti più belli, sapendo che con voi condividiamo ogni giorno sul nostro menu tutto questo…

Il Bello del Selvatico è anche… scoperta del territorio
Dall’azienda Brumat che, da generazioni, produce la Rosa di Gorizia ai vigneti di Gravner a Oslavia,  fino alla nuova – ancora inedita – cantina di Kristian Keber a Medana: prima di immergerci nello studio e nella comprensione della selvaggina, abbiamo accompagnato i nostri ospiti a conoscere alcuni tra i produttori più straordinari del Collio. A queste realtà siamo legati da affetto e stima, ma anche per le importanti sinergie che sono venute a crearsi nel corso degli anni e che hanno costruito la storia del territorio.
L’itinerario del Collio è stato il nostro modo di dare il benvenuto, reso ancor più magico dal pomeriggio di sole di cui abbiamo goduto!
Cena ‘selvatica’ a cura di Matjaz Erzard
La prima delle due cene dedicate al selvatico è stata realizzata dal ‘cuoco – cacciatore’ sloveno Matjaz Erzard del ristorante Gostlina Pr Maticku: Erzard che ci ha coinvolto con piatti insoliti, interamente a base di selvaggina di montagna.
La cucina di Erzard ci ha permesso di comprendere il valore di un piatto ‘giusto’, perché mangiare selvaggina, animali provenienti dalla caccia, significa consumare carne consapevolmente.
Il Convivio: le nostre Riflessioni Selvatiche
Forse il cuore di questa manifestazione, il Convivio Selvatico è stato un vero e proprio ‘flusso’ di riflessioni ed emozioni… c’è chi ha ascoltato, chi ha domandato, chi ha stimolato confronti, chi ha accolto nuove idee, chi si è lasciato andare alla scoperta…
Il Convivio ha dato vita a discussioni sulla cucina e sulle tradizioni, sulle normative vigenti, sulle proprietà nutrizionali di questo alimento, sulla comunicazione del selvatico, ma anche e soprattutto a nuovi spunti sulle scelte e le opportunità per il futuro.
Grazie alla natura dello scambio, frutto del background così diverso degli ospiti presenti, ognuno di noi ne è uscito arricchito. E con la voglia di dare un seguito a queste riflessioni.
Vino & Selvaggina, un connubio eccezionale
A conclusione dei lavori e del nostro stare insieme, una cena – cucinata liberamente dagli chef e gli osti presenti – ha gustosamente riassunto le riflessioni collettive.
Nella cucina del nostro Alessandro Gavagna, si sono avvicendati: Alessandro Gilmozzi (El Molin – Cavalese, Trento), Alberto Gipponi (Dina – Gussago, Brescia), Fabrizia Meroi (Laite – Sappada, Udine), Giacomo Pavesi (Ostreria Fratelli Pavesi – Gariga, Piacenza), Maria Grazia Soncini (La Capanna di Eraclio – Codigoro, Ferrara) ed Edoardo Tilli (Podere Belvedere – Pontassieve, Firenze).
Durante la serata, i piatti degli chef sono stati accompagnati dai vini di Stefano Amerighi, Gravner, Kristian Keber, Roberto Picech, Damijan Podversic e Mitja Sirk.